study for your future. study to prove others wrong. study to make your parents proud. study to change something. study to reach your goals. study for yourself.
Valerio Mastandrea, “Tutti giù per terra” (Davide Ferrario, 1997).
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Esdiciassette (via esdiciassette)
Mi mancava. Ma non di quella mancanza che generalmente avvertono gli amanti. Non mi disperavo se non lo vedevo, però quando ero fuori lo cercavo nello sguardo di ognuno. Non stavo lì a pensarlo a tutte le ore del giorno, ma per qualche minuto, soprattutto alla sera, avevo in mente solo lui. Non mi struggevo del fatto che non potessi parlargli, eppure mi piaceva immaginare che i nostri dialoghi si protendessero all'infinito. Non parlavo di lui a nessuno. Molte volte neanche a me stessa. Però se mi parlavano di lui ero felice. Non gli avrei chiesto come stava, ma mi sarebbe interessato saperlo.
io.
“Se non riusciamo a vedere, a cogliere la bellezza dell’Essere, allora è un problema nostro, non certo dell’Essere, che possiede la bellezza in sé, che ha la bellezza intrinseca a se stesso! Se non vediamo Bello l’Essere, è perché i nostri occhi sono appannati […]”. Così parlava un tale, mentre parlava di bellezza ontica. Niente a che vedere con la bellezza canonica, sia chiaro. E poi diceva anche che l’Essere è “sempre Bene, tutto Bene, solo Bene, tutto il Bene”. Insomma, il Bello e il Bene coesistevano nell’Essere, e coesistevano a priori. Nell’introduzione di un libro, c’era un altro tale a sostenere che il Sole fosse da secoli metafora del Bene. Era vero, eccome se lo era! Era vero nella misura in cui i miei occhi furono disappanati esattamente dal Sole, e nel momento in cui mi accorsi di quanto le persone fossero più belle alla luce del Sole. Persino gli occhi del colore più insignificante s’illuminano al Sole e al Bene, e assumono un colore che evidenzia il loro significato di unicità. Persino i volti più grinzosi s’illuminano al Sole e al Bene, e le rughe sembrano mirabilmente ridursi. Persino i capelli più spenti s’illuminano al Sole e al Bene, e un riflesso acceso cattura la nostra attenzione. E se non sei ancora convinto che il Bello è più bello se illuminato dal Bene, dimmi: ammetteresti mai a te stesso che tua madre non è bella? Un’alta concentrazione di Bene non può che presuppore un’alta concentrazione di Bello. E allora io ti dico, forse è proprio in tua madre che sei riuscito a discernere la bellezza ontica dalla bellezza canonica. Non è ipocrisia, è ontologia.
la cosa più bella che abbia mai letto fino ad ora
Ne sono onorata, grazie.
Non riesco a dire qualcosa di diverso, ma è veramente bellissimo quello che hai scritto
Grazie mille.
Reblog. A vita.
Ho letto questo mentre ero in classe, la prof mi ha chiesto cosa stessi facendo col telefono e io le ho fatto leggere questo. Mi ha detto “Complimenti, magari usassero tutti il internet per trasmettere questi messaggi”. Poi ha detto che ci farà fare un compito su questo.
È uno scherzo? Oddio… Non l'avrei mai immaginato.
la mia preferita.💫
Quand'ecco che, impavido, l'inconscio mio mi trasse in un ingannevole sgambetto, e da lì io mi vidi inciampare lietamente nel frastuono echeggiante delle archiviate memorie tristi.
Mi accorsi di amarla
perchè quando ero con gli altri
pensavo a lei
mentre quando ero con lei
non pensavo agli altri.
-Massimo Bisotti.
cit.
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(via mi-avevi-promesso-che)
“Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, che mi manchi e che ti penso. Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. Non so come stai. E mi manca saperlo. Hai progetti? Hai sorriso oggi? Cos’hai sognato? Esci? Dove vai? Hai dei sogni? Hai mangiato? Mi piacerebbe riuscire a cercarti. Ma non ne ho la forza. E neanche tu ne hai. Ed allora restiamo ad aspettarci invano. E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno, che scrivo di te. E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse. Ed io ti penso ma non ti cerco.”
- Charles Bukowski.
the person I reblogged this from is an angel
-vestita-di-spine (via -vestita-di-spine)
Magari non sono in grado di tenermi le persone.



