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Formicola. Michele Colucci, talento fra i talenti, al ‘Pomeriggio Musicale’ scolastico
Venerdì 9 gennaio la scuola primaria di Formicola, in provincia di Caserta, ha ospitato la prima edizione della manifestazione “Pomeriggio musicale”, patrocinata dallo stesso Comune e la Comunità Montana del Monte Maggiore, la quale ha visto il susseguirsi di esibizioni di giovani talenti che con la loro arte hanno spezzato la paesana quotidianità di un grigio pomeriggio invernale. Ma la vera e poderosa magia ha inizio con la presentazione, da parte del pianista Michele Colucci, dei suoi due brani originali, che catturano da subito l’attenzione della stupita platea innegabilmente non abituata ad assistere a un’esibizione simile, introdotta dall’inserimento di oggetti all’interno del pianoforte a coda. Il giovane pianista, infatti, libera le note di Honduras, brano composto per pianoforte, preparato, con gesti fermi e impetuosi, dando vita a un tango violento e imperioso che trascina l’uditorio tra le calde atmosfere dell’America Centrale: tutto ciò accade, semplicemente, nel punto esatto dove le dita dell’artista-creatore battono sicure creando atmosfere di efferata vitalità, rese più solide e concrete dall’uso del pianoforte preparato, che concorrono a dare quell’idea di una musicalità che vuole e può esplorare, valicando confini che solo l’artista, in quanto creatore, sa oltrepassare. Il pubblico ascolta in silenzio: e quando il compositore si alza veloce per inserire tra le corde i molti e svariati oggetti che producono quel suono così involontario e ritmato al tempo stesso, rimane stupito e incerto in un applauso spezzato, che crede di celebrare la fine di un’esecuzione ancora non conclusa. E infatti, Honduras, nucleo atomico di quella realtà che solo all’artista è permesso di ispezionare e perlustrare, brutale e feroce cascata musicale di onde caraibiche, che rispecchia profeticamente i momenti di terrore dai quali è invasa la recente cronaca, ripiega dolcemente nel Sogno: l’artista si alza e getta via i preparati come una divinità che distrugge la propria creazione, rendendola ora accessibile agli uomini. Ed ecco che il Sogno, secondo brano eseguito, che spegne i fuochi orchestrali di Honduras, diventa culla primigenia e malinconica di quella onirica realtà che ai più appare come l’unica e oggettiva materialità, grembo caldo e accogliente di un irreale porto che ripara dall’impetuosa brama di note di acque incerte e dense, ma unici mari esplorati dall’ingegno dell’artista che sa spingersi a fondo nei misteri dell’ignoto, attraverso mondi e sonorità invisibili ed arcane. (Comunicato Stampa – Archiviato in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © diritti riservati all’autore) (News archiviata in @TeleradioNews © Diritti riservati all'autore)
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