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A mio figlio - Simone Savogin
Vivi di vividi lividi, scrivi di avidi avi, ed eviscera sciarade. Scivola via dall’atavica asfittica asetticità di uomo pensante rinchiuso in passanti per cinghie pesanti. Sorpassa il surplus di spossanti passati, soppesa possibili passi e sopprimi le prime possenti pulsioni. Passami spasmi pulsanti pigiando su palmi, premendo pulsanti nascosti. Nasci in nuovo lucore, splendente nitore di liscio nuotare in liquide ore. Levita ed evita nuvole, viola il viola nativo del sole. Vaga viaggiando per valli e veleggiando per voli, avvicinati …