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Risparmio e investimento - Riflessioni - P2P Investing
Ciao a tutti, ho il piacere di ospitare sul blog un amico, un investitore, giovane, ma con una cultura finanziaria enorme. Questo è il suo primo post, un’introduzione che ci guiderà nella consapevolezza del risparmio e dell’investimento. Ma lascio la parola a lui, benvenuto Riccardo. Per investire con successo serve la pratica e non la retorica che usano molti, serve guardare in faccia la realtà e spiegare come fare. Quasi nessuno spiega come arrivare ad investire con successo, passo passo. E proprio perché non lo spiega nessuno, cercheremo di arrivarci qui. In questo articolo partiremo dalle basi, soffermandoci in particolar modo sul Risparmio. La tipica frase della retorica commerciale è la seguente: “Guadagna, Risparmia e Investi” Facile no? Un po’ come dire trova l’idea del secolo, apri l’azienda e fai subito i soldi. Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare… facciamo un passo per volta. Andiamo ad analizzare quali sono i punti fondamentali per passare dal risparmio all’investimento. Passo 1: guadagnare, avere un reddito Questo è il requisito base che può essere sintetizzato facilmente in una parola: lavorare. Passo 2: risparmiare Sembra semplice, ma solo a parole. A noi piace la matematica, vediamo un esempio pratico con qualche numero. Entrate Stipendio mensile da 1.500 € Spese -900 € per spese fisse, beni di prima necessità: pensiamo all’affitto o al mutuo, bollette varie, gas, Enel, internet, cellulare, spese alimentari, … -450 € per cose extra, pensate a quello che comprate su Amazon, vestiti o scarpe, cene, aperitivi, sigarette, uscite con gli amici, palestra, … Se ci va bene, avanziamo 150 euro, che in realtà finiranno prima o poi in altre spese, cellulare o computer nuovo, rata di qualcosa, vacanze, regali, … Facciamo il bilancio -> risparmio = 0€ E non è neanche facile iniziare a togliere o limare le spese, perché la sensazione è quella di privarci di qualcosa, che non possiamo più nemmeno goderci la vita e i nostri risparmi… basti pensare che oramai per una cena ci vogliono 30€ a persona, sigarette 5€ al giorno, giornale 2€ al giorno, caffè almeno 1 o 2€ a giorno… si fa presto. Ma cosa possiamo fare? L’analisi delle entrate e delle uscite La cosa migliore che posso suggerirvi e augurarvi è quella di monitorare tutte le entrate e le uscite. All’inizio potrà sembrare noioso, ma vi assicuro che può diventare appassionante e ci aiuterà tantissimo nella gestione e a tagliare il superfluo. Inoltre esistono al giorno d’oggi una serie di strumenti in grado di aiutarci nel lavoro. I più nerd (come Emanuele) potranno gestirsi manualmente un lunghissimo ed elaborato file Excel, altrimenti potremo scaricare delle APP per iniziare a catalogare le entrate e le uscite. Ma facciamo degli esempi pratici per capire dove e come risparmiare. Bevo 3 o 4 caffè al giorno… Se riesco a toglierne 1 sopravvivo lo stesso e risparmio 30 € al mese. Ho l’abitudine di comprare tutti i giorni “Il sole 24 ore”, costo 2 euro al giorno. Se mi abituo ad acquistarlo online scopro che spendo circa la metà. L’abbonamento del telefono, magari ho un contratto che spendo 20/25/30€ al mese. Oramai ci sono diverse compagnie che forniscono dei piani completi con meno di 10€ al mese. Vado a mangiare la pizza tutte le settimane, basterebbe mangiarla qualche volta da asporto. Questi sono solo alcuni degli esempi più banali, ma vi assicuro che si può fare molto di più. Ma senza l’analisi delle spese difficilmente ci accorgeremo se stiamo buttando i soldi e dove potrò tagliare senza rinunciare troppo. Il piano di spesa e i budget Dunque, una volta individuate le spese meno utili inizio ad eliminarle, nel tentativo di risparmiare quello che posso. Negli esempi sopra, potrei aver risparmiato 150€, magari limando le spese potrei averne risparmiati altri 50 o 100€. Ottimo, passiamo al prossimo punto: Conto di risparmio gratuito Siccome a livello psicologico siamo deboli, appena ricevo lo stipendio dovrei disincentivarmi a spendere i soldi che penso di poter risparmiare (pensiamo ai 150/200€ sopra), per cui la cosa migliore è farli sparire, ad esempio mandandoli in un conto deposito gratuito o in qualche piano di accumulo (possibilmente a costo zero!). Ricordatevi che i soldi non spesi sono i primi ad essere guadagnati e ormai strumenti gratuiti o a basso costo ce ne sono una marea. Una delle più preziose citazioni di Warren Buffet (da incorniciare) è: “Do not save what is left after spending; instead spend what is left after saving.” Da questa citazione abbiamo solo che da imparare! La traduzione letterale è: “Non risparmiare quello che rimane dopo le spese, invece spendi quelli che rimane dopo aver risparmiato.” Non comprare in €uro, compra sempre in Ore Lavorative Se guadagni ad esempio 1.500€ al mese, vuol dire che il tuo tempo vale circa 9,40€ netti all’ora (se consideriamo 160 ore al mese, pari a 40 ore a settimana). Una birra al bar da 4,5€ -> mezzora di lavoro Una cena da 28 € -> 3 ore di lavoro Quei pantaloni che ti piacciono tanto da 120€ -> quasi 13 ore di lavoro Le scarpe da 200€ -> oltre 21 ore di lavoro Il nuovo iPhone da 900€ -> circa 96 ore di lavoro (praticamente 2 settimane e mezza) Questo dovrebbe aiutarci a diventare più consapevoli sulle nostre spese e sull’impatto che queste hanno sui nostri risparmi. Questo concetto molto utile è allo stesso tempo semplice e complesso, all’interno c’è della matematica finanziaria e della psicologia. Facciamo un parallelo partendo dal concetto di Drawdown (una misura della discesa di un determinato titolo, dopo aver raggiunto un picco massimo). In quanto tempo recupererò la perdita? E’ questo tempo accettabile? Quale perdita posso accettare? Tutto questo è il razionale, che si contrapporrà all’istinto dell’investitore medio che probabilmente, preso dal panico, venderà nel momento meno favorevole. E noi dovremo trattare le nostre spese allo stesso modo: 900€ di iPhone… In quanto tempo recupererò la perdita? In 96 ore di lavoro. E’ un tempo accettabile? La perdita stessa dei 900€ è accettabile? Ma proseguiamo: ogni piccolo risparmio che siamo riusciti ad investire nel tempo (e magari con costanza), ci permetterà di raggiungere un’indipendenza finanziaria e, se lo riteniamo, di smettere di lavorare prima. Passo 3: dare un obiettivo al risparmio Il risparmio se semplicemente accantonato, ha un’utilità limitata. Inoltre il risparmio, lasciato accantonato senza essere investito, perde continuamente di valore, a causa dell’inflazione. Bisogna porsi degli obiettivi sui propri risparmi, il più semplice potrebbe essere difendersi dall’inflazione, per evitare che 10.000€ oggi non abbiano il potere di acquisto di 8.000€ fra qualche anno. Oppure arrivare a crearsi una piccola rendita, al netto dell’inflazione, magari nel medio/lungo periodo. Facciamo un ultimo esempio. Sapete quanti soldi avrete messo via fra 20 anni, risparmiando 200€ al mese? Semplice, direte voi, 48.000€. Bene, se considerassimo di spendere 1.000€ al mese senza lavorare, questi 48.000€ sarebbero sufficienti a farmi vivere di rendita 4 anni. Ma se riuscissi a mettere via 200€ al mese e ad ottenere ogni anno un 5% netto dai miei risparmi (consideriamo 0,42% mensile pari a 5%/12) sfruttando l’interesse composto? Non avrò più 48.000, bensì 82.750€. Questi soldi oramai saranno in grado di rendermi quasi 350€ netti al mese, più dei 200€ che mettevo via. E questi soldi potranno continuare ad essere accumulati, a fronte di una rendita sempre maggiore, oppure potranno aiutarmi nelle spese, darmi un’integrazione al reddito… oppure se e quando saranno sufficienti, anche fornirmi una pensione anticipata. Se rifacciamo il conto di prelevare 1.000€ al mese (e quindi smettere di risparmiare i 200€) dai miei 82.750€ che intanto continueranno a rendermi il 5%, questi mi daranno da vivere per 8 anni e mezzo, oltre il doppio rispetto ai 4 anni visti sopra. Per concludere, una volta ottenuto un reddito, il mio suggerimento è quello di darvi un primo obiettivo di risparmio… potete iniziare con il 10% del vostro reddito, in molti dicono di puntare al 30% e poi ci sono i devoti al FIRE che lo spingono anche sopra, tra il 50 e il 70%. Fate un primo passo e iniziate ad accantonare con costanza. Nel prossimo articolo parleremo di ETF. Ciao, Riccardo