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"So' tutti eguali"? |
Roma, 24 febbraio 2018 - "Sono tutti uguali". Badate, non in base alla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo che ci proclama tutti "Liberi e Uguali", anche se ahimè non lo siamo, ma con riferimento alla corruzione diffusa nel mondo politico. Di fatto, se non sempre coscientemente, sembra essere questa la convinzione di fondo che ispira il commento mediatico al dibattito politico italiano. Non senza un certo compiacimento, a volte, da parte degli stessi commentatori. Che in questa brutta campagna elettorale ciò traspaia soprattutto nella critica ai Cinque Stelle, come un tempo avveniva con la "diversità" del PCI, la sostanza non cambia. E poiché si dice che il giornalista deve essere "cane da guardia" e non "cane da salotto", potrebbe addirittura sembrare che questo atteggiamento faccia parte dei doveri professionali. E' giusto così? Me lo chiedo perché la correità generale si accorda perfettamente con il pregiudizio popolare secondo cui "la politica è una cosa sporca", i politici "so'