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Siria e Libano: il silenzio sull'emergenza rifugiati |
di Oriana Boselli, 28 agosto 2013* Il sipario si alza sul Medio Oriente, le luci posizionate per illuminare a giorno la Siria: dopo mesi di massacri quotidiani, urla strazianti, cecchini ai balconi, amputazioni, sangue a rivoli, il mondo si è accorto di ciò che sta accadendo. Il supposto uso di armi chimiche ha fatto balzare la negletta Siria al primo posto nei titoli dei giornali, come se quei 355 morti fossero vittime differenti dalle altre migliaia sepolte nel oblio e nella polvere. Dall'inizio del conflitto, secondo un bilancio non aggiornato dell'ONU, le vittime sarebbero 100.000. Ma il dramma non rispetta i confini disegnati sulle mappe dall'uomo. Anche al di là della frontiera siriana, la situazione si fa via via più tesa: l'organizzazione statunitense Human Rights Watch ha denunciato l'ormai totale chiusura di molti valichi da parte di Iraq, Giordania e Turchia.Migliaia di siriani in fuga dalla guerra vengono respinti alle frontiere, rimanendo bloccati lungo le zone di confine