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Sandro Ruotolo dopo le minacce dei boss. "Per fermarmi devono farmi fuori". |
Sandro ha ragione. Più che ai giornalisti popolari come lui o Saviano, l'attenzione e la solidarietà, quella che abbiamo chiamato "scorta mediatica", dovrebbero andare ai giovani cronisti "dei paesini della Sicilia, della Calabria o della Campania che rischiano la vita per dieci euro a pezzo". E può capitare invece il contrario, che cioè il giornalista meno conosciuto che fa coraggiosamente il suo dovere, sia lasciato solo dai colleghi o dal direttore e incontri, dentro e fuori del suo ambiente di lavoro, incomprensione e ostilità. Me lo confermava, tempo fa, Alberto Spampinato, fondatore e presidente di "Ossigeno" (Osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e sulle notizie oscurate). Cosa fare allora per ridurre l'esposizione ai rischi e alle ritorsioni? Per prima cosa bisognerebbe convincere tutti, opinione pubblica e uomini delle istituzioni, che l'insicurezza dei giornalisti compromette la sicurezza dei cittadini. La protezione deve essere legislativa, organizzativa, economica,