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Renzi e i suoi cari |
Roma, 5 marzo 2017 - "Mai preso soldi, è un evidente caso di abuso di cognome", così sì è difeso, davanti ai pm di Roma, Tiziano Renzi, indagato per traffico di influenze nell'inchiesta sugli appalti Consip. Abuso da parte di chi? Già, perché potrebbe essere stato lui, babbo Renzi, ad abusare dell' "altissima posizione" del figlio, capo del governo, per trarne vantaggio personale. Questa almeno è l'ipotesi formulata dai procuratori. "Se mio padre è davvero colpevole deve essere condannato con una pena doppia", ha poi risposto alla Gruber l'ex premier nella trasmissione "otto e mezzo" di venerdì. Non mi addentrerò nell'analisi di questa frase infelice e tanto meno nello scambio di invettive che ne è seguito con Grillo. So bene che bisognerebbe sempre tener separate, non solo distinte, le questioni private e familiari da quelle di pubblico interesse. Ma è un fatto che, come commentava ieri Roberto Speranza, "esiste un tema di opportunità politica: la concentrazione enorme del potere in