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***di Massimo Marnetto, 20 febbraio 2019 - Matteo Renzi non c'entra nulla con le vicende penali dei genitori. Ma visto che il vittimismo giudiziario paga (vedi Salvini), l'ex premier sta facendo di tutto per mettersi in mezzo alla questione, come il disturbatore televisivo Paolini, che entrava a forza nelle inquadrature dei giornalisti. Nessuno gli ha rimproverato niente, ma Renzi insiste ad affacciarsi sul caso dichiarando che "colpiscono loro per colpire me". Guai a scansarlo dicendogli che la misura cautelare è normale se c'è rischio di reiterazione del reato, come per i suoi genitori. Ma lui impalla la vicenda e "non si sposta di un millimetro". Così dopo il tramonto politico e il flop come documentarista, Renzi ha trovato finalmente la sua vocazione: l'imbucato mediatico, unendosi alla schiera che lo vede insieme a Paolini, il ragazzo con i capelli rossi e il tizio che si morde la penna. Costringendo così la scienza a decretare che il presenzialismo è un'ossessione incurabile.