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Quante divisioni ha il Papa. I giornali del 23 gennaio |
Confondere la radicalità del Vangelo e l'apertura al mondo della Chiesa con la rinuncia alla sua "tradizione" è un errore comune a quanti, avendone conoscenza superficiale, si trovano ad esprimere un giudizio su questo o quell'intervento o comportamento della Santa Sede. Lo si è fatto con Papa Giovanni, lo si fa oggi con Papa Francesco. Rivoluzionari entrambi per quanto riguarda il costume ecclesiastico, l'intransigenza evangelica e il dialogo con le culture "altre", in fatto di dottrina e di devozione non si distinguono molto da un santo parroco di campagna. Ciò detto, neppure io credo, come Vito Mancuso ha scritto oggi sulla repubblica, che una famiglia "arcobaleno" sia, come il Papa ha affermato ieri alla Sacra Rota, "uno stato oggettivo di errore". Anch'io penso che "tutti hanno il diritto di realizzarsi nell'amore integrale" (esteso al rapporto carnale, questo il commentatore teologo non lo dice). E guai se i teologi come Mancuso non fossero lasciati liberi di ricercare e di