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Presidente Renzi, c'è una sfida alla quale non può sottrarsi: quella sulla libertà di stampa |
Di carne al fuoco ne ha messa tanta ma che la libertà di stampa e il pluralismo dell'informazione non fossero proprio in cima ai suoi pensieri ce lo aveva fatto capire chiaramente quando, unico dei tre candidati alle primarie per la segreteria del Pd, aveva eluso l'invito di articolo 21 ad impegnarsi per una vera legge sul conflitto di interessi e un nuovo assetto del sistema radiotelevisivo. Non è detto che la prospettiva di un accordo con Berlusconi fosse già nei suoi piani e neppure che la "profonda sintonia" si estenda a questi argomenti, ma quando si ha un'"ambizione smodata" un po' di prudenza non guasta. Quanto alla considerazione renziana per la cultura in generale, la si è intesa nei giorni scorsi da quell'appellativo ironico, "professoroni", affibbiato agli intellettuali che, con critiche aspre ma molto bene argomentate, hanno invitato a correggere i suoi progetti istituzionali. E qui la sintonia con il giornale berlusconiano, che aveva parlato di "tromboni" non è profonda