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Piazza del popolo |
Finché una seria autocritica non viene da chi in grazia di uno statuto e di una legge elettorale perversi controlla ancora la maggioranza del gruppo dirigente del partito e quella dei gruppi parlamentari, vale a dire da Matteo Renzi, le invocazioni all'"unità" di quella piazza sono destinate al vento (nandocan) ***di Massimo Marnetto, 1 ottobre 2018 - Il patrimonio del PD sono i suoi militanti. Martina ha detto loro "Abbiamo capito" la lezione della sconfitta elettorale e ha chiesto un'altra possibilità. Come dire: volevate un'autocritica da Renzi, impossibile. La faccio io per lui, ma dovete accontentarvi, questo è il massimo che potrete avere. E dovrete farvelo bastare, perché siamo al minimo di coesione. E i militanti - clementi e pazienti - se lo sono fatto bastare. Basta questo a chiudere i conti con il fallimento del renzismo? No. Basta a riconquistare chi se ne è andato via, dopo l'abolizione dell'artico 18? No. Basta evocare Corbyn e la sua denuncia contro l'avidità del