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Minacce o querele, nel mirino c'è il cronista d'inchiesta. Intervista a Sigfrido Ranucci |
Da articolo21.org vi propongo questa intervista di un cronista televisivo che può dare una vaga idea di quanto possa essere scomoda la vita di un giornalista d'inchiesta quando non voglia limitarsi a porre domande scontate, anche se nei toni inutilmente aggressive, al personaggio da intervistare. Quella delle "querele temerarie" è una piaga che attende da troppo tempo di essere sanata con una legge seria sulla diffamazione che non lasci impunita la persecuzione immotivata del diritto di cronaca. Attenzione però. Quando si è giunti a questo punto vuol dire che diritto di cronaca e libertà di informare hanno già compiuto un passo avanti importante, superando l'autocensura aziendale. Alla RAI in particolare i Morrione e le Gabanelli che lasciano partire gli inviati per inchieste su temi decisamente "sensibili" per il potere e poi, soprattutto, non si lasciano intimidire a lavoro ultimato dalla diffida a trasmetterlo, non sono mai stati numerosi. Ai miei tempi la "prudenza" dei direttori e