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MARE MOSTRUM 950. L'Onu ormai inutile. L'Europa latitante |
***di Ennio Remondino , 20 aprile 2015* - La lapide. I racconti raccolti dagli inviati sono da film dell'orrore: quasi eccessivi per apparire veri «Eravamo quasi mille, intrappolati nella stiva come topi», racconta Grazia Longo da Catania. 700 uomini, 200 donne e 50 bambini finiti in fondo al mare. La maggior parte di loro erano bloccati nella stiva perché gli scafisti li avevano intrappolati bloccando i portelloni. Gli altri sul ponte e le sovrastrutture, nel loro agitarsi per attirare l'attenzione del mercantile che li cercava, hanno aiutato il destino a trasformare tante speranze in una sola gigantesca tragedia. Con cui noi ora fare i conti. Chi e da dove. Il viaggio della speranza è iniziato a Zuara, sulla costa libica a 50 chilometri da Tripoli, a bordo di un peschereccio partito dall'Egitto. «Insieme a me c'erano uomini, donne e bambini provenienti da Algeria, Egitto, Somalia, Nigeria, Senegal, Mali, Zambia, Bangladesh, Ghana» riferisce alla squadra mobile di Catania un