nandocan.it
Lettera ad Antonio Megalizzi, su giornalismo e terrorismo |
***di Ennio Remondino, 20 dicembre 2018* Caro Antonio, caro collega Funerali di Stato per te Antonio, con cattedrale e arcivescovo della tua Trento, col Presidente della Repubblica e quello del Consiglio, e soprattutto con il pianto dei tuoi familiari e dei tuoi amici. Quelle due bandiere sulla tua bara, il tricolore e quella europea per cui tu ti battevi tanto che rischiava di non esserci. Lascia perdere gli sciocchi, e oggi sappi che, nonostante formalismi forse esagerati, tutti quelli che ti sono attorno sono realmente addolorati. Eri giovane, eri idealista, eri un 'bravo ragazzo', in un contesto in cui dare a uno quel riconoscimento, si rischia di bollarlo da ingenuo. Vorrei parlare con te da collega. Da nonno del mestiere. Prima una confidenza. Poi alcuni consigli /avvertimenti (vizio di noi vecchi). Ho letto che ti hanno riconosciuto pubblicista ad honorem, ma post mortem. Amaro in bocca. Ma a turbarmi è stato l'elenco dei giornalisti uccisi nel 2018. 80, e tu mancavi, fuori