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Lampedusa, Chaouki contro Kyenge: essere solo un simbolo non serve più |
Duro attacco dell'esponente Pd contro la ministra dell'Integrazione, sua collega di partito. "Avrebbe dovuto tutelare i diritti dei migranti e dare risposte concrete, non bastano il pianto e la condanna" ROMA, 19 dicembre 2013 – Sul caso di Lampedusa ci sono delle precise responsabilità politiche che non si possono ascrivere solo al ministero dell'Interno, ma che riguardano anche e soprattutto il ministero dell'Integrazione che più di tutti avrebbe dovuto tutelare i diritti dei migranti. Non usa mezzi termini il deputato del Pd Khalid Chaouki sul ruolo ormai solo "simbolico" della ministra Cécile Kyenge. "Questo è il momento di fare un bilancio – spiega a Redattore sociale - Dopo la tragedia dell'ottobre scorso siamo stati tutti a Lampedusa, abbiamo pianto coi morti e denunciato tutti insieme le gravi condizioni disumane e incivili del centro per un paese come l'Italia. Oggi un ministero come quello dell'Integrazione deve dare delle risposte concrete, non bastano più il pianto e la