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La battaglia fiscale inaugura il 2019 |
***di Livio Zanotti, 10 gennaio 2018 - In Italia e in Europa la parola "patrimoniale" attraversa in semi-clandestinità la vigilia elettorale in atto, ma il dibattito sulle politiche fiscali è già incandescente negli Stati Uniti e in America Latina, in Messico, in Brasile, in Argentina. Trascurati dai sovranisti, i debiti sovrani che assillano più o meno l'intero Occidente e ne condizionano la ripresa economica alimentano nondimeno un aspro dibattito sulla necessità di urgenti riforme fiscali. La web-tax è l'hit ineludibile su cui si esercitano gli specialisti d'ogni latitudine, con più finte che stoccate. Ma il nodo più difficile da sciogliere è la progressività da applicare ai grandi redditi, per ridurre l'esasperata polarizzazione prodotta dalle continue riduzioni d'imposta che li hanno favoriti negli ultimi trent'anni. La polemica in proposito ancora vibrante negli Stati Uniti e ripresa da Paul Krugman sul New York Times, si presenta esemplare. Il famoso premio Nobel per l'economia