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Fare un partito per fare società (o viceversa) |
Roma, 27 marzo 2018 - Lo dico senza ironia. Come siamo bravi noi di sinistra a fare, dopo l'ennesima batosta elettorale, analisi rigorose, impietose, ben scritte, praticamente perfette. Leggete questa di Arturo Scotto, parlamentare ex DS passato in seguito attraverso varie formazioni politiche della sinistra radicale fino a MdP e alla bocciatura elettorale del 4 marzo. Difficile trovarvi un'osservazione che non si possa condividere. Un partito per fare società, questa è la sfida, scrive. Anche questo è condivisibile, tant'è che molti di noi hanno accolto la prospettiva con entusiasmo, prima al teatro Brancaccio poi con Liberi e Uguali. Poi però, al momento di fare le liste, i leader politici di LeU hanno provveduto a spartire le candidature col bilancino attorno ad un tavolo, senza preoccuparsi troppo della società. In particolare, lasciando fuori "Democrazia e Uguaglianza" che aveva promosso con successo l'iniziativa del Brancaccio. E se il voto è andato male, non è stato certo per