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***da Massimo Marnetto, 1 marzo 2016 - L'europa sta morendo. Si, scritta in minuscolo, perché si è rattrappita negli ideali, schiacciata dall'ipertrofia delle paure. Quelle dei ricchi, di essere depredati dai poveri. Quelle dei puri, di essere invasi dai diversi. Quella dei puliti, di essere imbrattati dagli sporchi. Quella dei felici, di essere intristiti da chi soffre. Quando spranghi le porte, esci dall'ambizione vitale del progetto e entri nella cupa zona d'ombra della sopravvivenza. La solidarietà è fuori corso. L'austerità è l'anticoagulante continentale. Ognuno si chiuda in casa e aspetti i nuovi ordini. Almeno fino a quando non finirà l'autopsia per capire come è morto il sogno di Ventotene. E come è iniziato l'Euro-exit: la delusione che porta alla dissoluzione. C'è ancora speranza per gli Stati Uniti d'Europa? Sì, ma la fiamma di Ventotene è piegata dal vento dei nazionalismi. Io non mi arrendo. Continuo a sentirmi europeo. A battermi per la nuova patria federale come molti