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Giornalisti in piazza contro gli attacchi all'art.21 della costituzione |
***di Elisa Marincola, 21 novembre 2016 - Il giornalismo è ormai recepito ovunque, dai potentati, i circoli mafiosi ma anche dalla politica, come il testimone fastidioso da tacitare e sul quale scaricare rabbia, accuse, attacchi fisici e legali, quando non addirittura augurare il carcere o peggio. Anche quando non si parla di inchieste scottanti ma solo di diffusione di affermazioni registrate. Basti ricordare l'episodio di ieri a Napoli, dove addirittura davanti al Comando provinciale dei carabinieri, un videoreporter di Sky che stava filmando l'uscita degli arrestati appartenenti ad un clan di camorra è stato malmenato e minacciato dai parenti degli inquisiti. Ma anche l'accredito negato dalla Juventus ai cronisti della Gazzetta dello sport. O ancora l'ultimissima esternazione del governatore campano Vincenzo De Luca che, per giustificarsi delle gravissime espressioni su Rosy Bindi, ha subito attaccato il "giornalismo spazzatura" che si era permesso di riferire al pubblico quanto un