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Roma, 18 gennaio 2018 - Una regola che ogni giornalista dovrebbe tenere a mente è che non sono mai le domande "cattive" quelle che mettono in imbarazzo l'intervistato, ma le domande che l'interlocutore non si aspetta, alle quali non si è preparato. Meglio ancora se non le attende neppure il pubblico, che avrebbe finalmente occasione di apprendere qualcosa di nuovo. Ma è regola che seguono in pochi e vorrei provare a spiegare perché. Prendiamo ad esempio l'intervista di Bianca Berlinguer a Pierluigi Bersani, l'altra sera su "Cartabianca". Potrebbe apparire un dialogo tra sordi la ripetizione ossessiva di certe domande nei talk show delle reti televisive. In questo caso, quella sul "voto utile" che si avrebbe col ritorno degli scissionisti nel grembo renziano del Pd. Il conduttore conosce perfettamente la risposta che Bersani ha dato in precedenza altre decine di volte. Il voto utile non ci sarebbe perché l'elettore di Liberi e Uguali non voterebbe mai un'alleanza col Partito di Renzi,