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Con la Turchia come oggi con Cuba. Pragmatismo e valori. |
Quello che i media chiamano "il viaggio storico del disgelo", la prima visita di un presidente americano a Cuba in 88 anni, è colto da Massimo Nava come spunto di riflessione sulla validità del pragmatismo nei rapporti internazionali. E la conclusione, che a me pare un po' frettolosa, è che se Obama imbocca la strada del "realismo" con la Russia e con l'Iran, anche l'Europa fa bene a fare lo stesso,"prendendo la Turchia per come è e non per come potrebbe essere". La mia opinione invece è che, se è doveroso per la politica tener conto della realtà, non si possa farlo "giusto o sbagliato che sia", senza tener conto anche dei propri valori. Semmai il realismo esige che, nel rispetto di quei valori, si scelga il male minore. Nei rapporti con la Turchia, ad esempio, l'Europa dovrebbe chiedersi se i miliardi che regala per bloccare i migranti in un paese che dimostra ogni giorno di avere scarso rispetto dei diritti umani potrebbero essere meglio investiti in un'accoglienza più generosa dei