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"Civili" in Parlamento |
Forse Marnetto non ha tutti i torti, in base alle passate esperienze. Ma non credo che scoraggiare la presenza nelle Istituzioni di personalità (e relative competenze) tratte dalla "società civile" sia una buona idea. Dare per scontata la "casta" e irrimediabile l'assenza di democrazia interna ai partiti, anziché insistere per rinnovarli, non aiuterà a "cambiare le cose" più di quanto è avvenuto sino ad oggi. E poi nel recinto dei "peones" non ci sono soltanto i "civili". E la partecipazione di chi considera la politica come servizio prima che come professione, con un appoggio più convinto dei cittadini, potrebbe aiutare a ridurre il potere delle oligarchie (nandocan) ***di Massimo Marnetto, 28 gennaio 2018 - Prima c'è la lusinga, poi il disincanto, infine il pentimento. E' quello che succede a chi ha un lavoro che svolge con passione nella "società civile" e si trova a diventare parlamentare. Inizia dicendo che vuole "mettere a disposizione la propria esperienza per cambiare le