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Beppe Grillo, il dito e la luna |
Roma, 4 gennaio 2017 - Dovrei stare zitto, lo so, ma proprio non ce la faccio a stracciarmi le vesti e unirmi al coro di proteste indignate che ha diluviato sulla giuria popolare proposta da Grillo. A questo genere di trovate propagandistiche il personaggio ci ha abituato da tempo così come credo che lui si sia abituato alle nostre reazioni sentendosi vieppiù confortato e incoraggiato dalle medesime. Perciò, pur trovando sconsiderata e inaccettabile la proposta, mi proverò a fare l'avvocato del diavolo e a riflettere sui motivi che potrebbero farla apparire come ragionevole al suo pubblico di estimatori. Poiché possiamo dare per certo che notizie false, scorrette o prive di fondamento si diffondono non soltanto sul web, ma anche sui giornali e sugli schermi televisivi. "Il nostro popolo - ha scritto Mario Calabresi, direttore della Repubblica - è la comunità dei lettori, che è anche il nostro unico giudice. Il suo verdetto lo emette ogni mattina, decidendo se leggerci o no".