nandocan.it
Arcimboldo |
***di Massimo Marnetto, 29 ottobre 2017 - L'autoritratto di un signore posato, dal volto ossuto e austero che accoglie i visitatori della mostra su Giuseppe Arcimboldo (Palazzo Baberini) non sembra quello di un artista che ha inventato con le sue "bizzarrie" un nuovo stile. Ovvero, le "teste composte" di frutta, rami, animali e molti altri oggetti, che per accorto accostamento acquistano le fattezze di un ritratto. In realtà, in quegli anni del medio cinquecento, gli stessi oggetti usati dall'artista iniziano ad avere una loro dignità, perché sta nascendo la "natura morta". Arcimboldo a Milano, cresce nella bottega del padre pittore, di cui diventa aiutante. Poi collabora con altri artisti, ma non s'impone alla grande committenza, pur avendo iniziato precocemente a dar prova del suo talento. Anche con i suoi strani ritratti "composti" che inventa senza che nessuno glieli avesse commissionati. La sua vita cambia radicalmente quando proprio i suoi "divertimenti" vengono segnalati a