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Amministrative. Una proposta per il dopovoto |
Roma, 5 giugno 2016 - Oggi si vota per le amministrative. Non mi preoccupa tanto la quantità della partecipazione, su questo potrei essere d'accordo con Ilvo Diamanti, che stamani sulla Repubblica scrive che non c'è da sorprendersi della crescita dell'astensione, visto che "dovunque è un fiorire di liste civiche e personali, spesso sconosciute ai cittadini meno informati". D'altra parte a Londra "è stato eletto sindaco il laburista di origine pachistana Sadiq Khan. Ha votato meno della metà degli aventi diritto. Ma a nessuno è venuto in mente di discutere la legittimità del voto. Nè il fondamento della democrazia in Inghilterra". Non mi preoccupa quindi tanto la quantità dei votanti. Mi interessa invece, e parecchio, la qualità della partecipazione al voto. Se a votare vanno o non vanno i più informati, i più colti, i più impegnati nel volontariato culturale e sociale. Se vanno o non vanno i giovani più delusi da una classe dirigente incapace e corrotta, i disoccupati e i precari