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Albino Longhi all'Avvenire d'Italia |
Roma, 4 gennaio 20178 - Ad Albino Longhi, che è venuto a mancare nella notte di Capodanno, ieri è stata intitolata la palazzina del Tg1, del quale per tre volte era stato direttore. Un buon direttore, senza "editori politici di riferimento" e forse il migliore tra i pochi che tentarono di riconciliare, incontrando mille difficoltà, il pluralismo col tg1. Per me anche un amico, incontrato per la prima volta negli anni sessanta del secolo scorso nella redazione bolognese dell'Avvenire d'Italia, allora diretto da Raniero La Valle. Ed è stato proprio Raniero la Valle a ricordare ieri da quale scuola fosse venuta quella "ammirevole identità professionale", una scuola "non solo di serietà e di rigore etico, ma anche di alta professionalità". De "l'Avvenire d'Italia" Albino era stato per molti anni redattore-capo, nel periodo di Moro, del cardinale Lercaro e del Concilio Vaticano II. "E fu grazie a lui -ha scritto La Valle - che il giornale poté dedicarsi, con tutte le sue forze, a raccontare