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Maurizio Gregorini con "Sigillo di spine" testimonia come il sacro è la profondità del profano. - L'EstroVerso
Dev’essere esaltante per Maurizio Gregorini aver raccolto a un’età tuttora giovane tutta la sua produzione in versi risalente al 1986, insieme a vari testi inediti. Sigillo di spine (Castelvecchi, 2017) è quindi la sua opera omnia, ovviamente fino a questo momento. Fin dal primo titolo, che è Vuoti di colore, ma poi anche in Serpe…