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Percorre una Mezza Maratona con la Sclerosi Multipla | L’Impresa di Silvia Furlani
Silvia Furlani a 30 anni scopre di essere affetta da sclerosi multipla; non si lascia abbattere dalla tristezza e dalla commiserazione di sé e decide di dichiarare guerra alla patologia, rivolgendo le sue energie proprio nella direzione contraria all’immobilità: inizia così il suo avvicinamento alla corsa. Il grido di battaglia è riappropriarsi della padronanza dei propri movimenti: correre significa sfidare e riuscire a contrastare la malattia. La maratona diventa la furia riparatrice che non le consente di arrendersi In questa edizione 2019 della Mezza Maratona Internazionale di Genova, Silvia è stata la testimonial dell’evento perché la Mezza, anche per quest’anno, ha promosso il Charity Program e sostenuto, insieme alle altre Onlus, AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). Ma non solo. Silvia è stata ospite speciale della Mezza per poter condividere la sua storia e farci riflettere sull’opportunità di diventare come lei ‘mental coach’ di noi stessi, veicolando il messaggio secondo cui lo sport ci può educare ad accettare le sfide e a superarle. A distanza di trent’anni circa dall’inizio della malattia, Silvia ha dovuto abbandonare l’idea di tagliare il traguardo della maratona e si è cimentata oggi sulla distanza dei 21 chilometri. Sotto un cielo ancora buio, gonfio di nuvole e di pioggia, Silvia questa mattina è partita prima degli altri, alle 6:04, insieme a Patrizia, la sua accompagnatrice genovese. Il suo obiettivo era di concludere la gara entro le 6 ore, e così è stato: alle 12:04 Silvia ha tagliato il traguardo. Volere è potere, ha detto orgogliosa all’arrivo, stare nei tempi era la mia intenzione; il percorso è stato impegnativo e vedere gli ultimi chilometri è stato bellissimo! Dal gradino più alto del podio, ricevendo dalla mani del Presidente Mauro Semonella la targa commemorativa della sua vittoria, Silvia ha commosso tutti i presenti: sono riuscita a mettere su un altro tassello del mio puzzle; il mio puzzle è talmente grande che non so ancora quanti pezzi ci metterò, ma diciamo che Genova mi ha dato una mano per aggiungerne un altro…. Un ringraziamento speciale a questa atleta meravigliosa per aver portato a Genova la sua testimonianza e la sua caparbietà, sconfiggendo il pregiudizio secondo cui i malati di sclerosi multipla sono costretti all’immobilità. E grazie infine per aver dimostrato che, per vincere le battaglie, bisogna essere innanzitutto un buon generale. Articolo di: Patrizia Lodi