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Recensione: "Vista dalla luna" di Chandra Livia Candiani | L'Altrove - L'Altrove - Appunti di poesia
Vista dalla luna di Chandra Livia Candiani (Salani Editore, 2019) è un’invisibile ed impalpabile itinerario intorno alla consapevolezza del mondo rappresentato con la luminosità sotterranea dell’accorata dignità dell’infanzia. La poetessa diffonde la luce attraversando la coscienza dell’intenso vedere oltre e trasportando il bagaglio sentimentale nella materia spirituale e reale, nella trasposizione simbolica di oggetti e di immagini, nell’astrazione di un sentire profondo e vicino ai bambini, percepito con i loro occhi, nel vivo conflitto emotivo. Gli impulsi e le incessanti aritmie del cuore irradiano la sensitività, orientano nell’altrove le sensazioni di ogni vulnerabilità e contro le minacce l’autrice pone empaticamente il suo accento poetico come sostegno e libera la rabbia dell’ignoranza ricambiandola con la saggezza. Lo stile ancorato alle sofferenze e alle speranze esprime la nobile consistenza di chi, esente da colpe ed incapace di concepire il male, si affida all’istintiva familiarità dei luoghi e delle persone amate. I bambini con la loro evocativa presenza sono consumati dalla pura discrezione che non trova giustificazione al dichiarato dolore ma che macera ineluttabilmente l’indiscriminata e fredda crudeltà nelle parole, accordate alla scarna attualità. La poetessa intraprende una ricostruzione letteraria decostruita e disarmante, deteriorata dalle alterazioni umane ed il lato oscuro delle cose così come delle persone attanaglia e avvince la verità più crudele. L’unica protezione in funzione di difesa è il sogno, rifugio nella parte migliore di ogni privata conquista dell’anima. L’invito ad intraprendere la via della comprensione è un’esortazione all’indulgenza astratta dalla realtà degli eventi che conduce ad un’esigenza interiore di desiderio di riscatto e di bene. Le sentenze affettive confermano una forza linguistica universale, nell’ingannevole metafora di ogni fiaba apocrifa i bambini sono i profeti dall’ autentico significato e, capaci di decifrare gli enigmi degli adulti, interpretano una significazione intima elevando l’incisività dello spirito riflesso contro gli ancestrali richiami dagli abissi di ogni negazione alla sensibilità. Di seguito alcuni testi scelti: Dorme ai piedi del tuo letto Io come col padrone il cane che non gli importa se sia buono o malvagio ma inflessibile lo vuole duro agli occhi degli altri, per sé regale. Signora del Suono concedimi un tempo inutile per imbandire una tavola vuota e servire ai convitati Questo silenzio, non un altro attimo, ma la fragorosa apertura proprio di Questo. La bambina è blu. Come le ombre sulla neve. Conserva le parole in un sacco buio apre le parole al vento. Come una scolara, non vista, in cortile parla con l’aria. La bambina. Ogni anno una nuova cicatrice. Le parole nel forno diventavano piume. Nel forno entrava un destino e usciva uno spartito musicale. Non c’è nel bambino parola. Un silenzio gli dà la mano. La stringe. La sboccia. A cura di Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/