laltroveappuntidipoesia.com
Poesie tradotte di Shakhawat Tipu | L'Altrove - L'Altrove - Appunti di poesia
Traduzione italiana dall’inglese a cura di Angela d’Ambra Don’t get angry, dear! Who are you in which questioning, let’s respond Ababil’s returning today silhouetting around Imagine, there’s a human mind in the near found. Is this mind an illusion or garden of abyss? As air rushes down from balloon’s grace We’re becoming as maroon as dusk appears. Would the history ever heard in Samarkands Bomb blasts, but silence as per deceased demands If heart breaks, do break it; thus supremacy appears O dear, that’s called country, know it without angers! Tesoro, non arrabbiarti! Chi tu sia in quale inchiesta, la risposta è che Ababil ritorna oggi a profilarsi in giro Immagina, una mente umana scovata nei paraggi. È, tale mente, un’illusione o un giardino d’abisso? Mentre giù, dalla grazia del pallone, aria si riversa Diveniamo tanto bruni quanto appare l’imbrunire. Si saprà mai la storia a Samarcanda Scoppia una bomba, ma il silenzio in base ai morti chiede Se il cuore si spezza, spezzalo; così, appare l’egemonia Tesoro, lo chiamano paese, senza rabbia conoscilo! Flesh of Man While hiking up on the hills It’s not good to step down On prison’s dark eyes, blood sparkles around. Flat at far Hills shelter Human bones pierced into heart of mire. Hand-legs as weapons Who needs? Bear entire life lesser than deeds. Struggle as demise Nobody defines strife Meaning of such language is lust for life. If do love Devour surreptitious Thus, I am the atlas of mapping populace. Translated from Bangla by Naseef Amin Carne d’Uomo Nel corso di escursioni su per le colline Non è bene spostarsi in basso Su occhi scuri di prigione, intorno, sangue a sprazzi. Piatte in lontananza Colline proteggono Ossa umane confitte in un cuore di mota. Mani-gambe come armi Chi ne ha bisogno? Reggi l’intera vita meno che le azioni. Lotta come dipartita Nessuno definisce lo scontro Il senso d’una tale lingua è brama di vita. Se davvero l’amore Surrettizio divora Allora, io sono l’atlante di mappatura del popolo. Tradotto dal Bangla da Naseef Amin The heart is being open How long way away you speak, dear. You are seated on my heart, very tired. Listening song, I am numb, sweetheart. Counting hands, I am hesitant. On the five fingers of my hand, I would watch My blood dancing; wake up, vagabond. Kiss me or keep it on your lips Give me the freedom of speech for the rest of the day Tell me the story of thought and non-thought, The story originated from words. You wish to sit on a branch; instead, blossom Whether you know or not, it doesn’t matter to knowing The heart is being open, see if you recognize the face. Farewell on north, Raising question on the west And air from the south say, No freedom of heart, No freedom of speech. Il cuore si sta aprendo Tesoro, da che remota lontananza parli. Siedi sul mio cuore, stanco assai. Ascoltando canzoni, amore, mi stordisco. Contando mani, io esito. Sulle cinque dita della mano, mi guardavo Il sangue in danza; sveglia, vagabondo. Dammi un bacio o sulle labbra tientelo Dammi la parresia per ciò che resta del giorno Raccontami la storia di pensiero e non-pensiero, La storia da parole originata. Desideri sederti su di un ramo; invece, fiorisci Che tu lo sappia o no, non importa saperlo Il cuore si sta aprendo, vedi se ne riconosci il volto. Addio a nord, Quesito sorgente a ovest E l’aria dal sud dicono: Nessuna libertà di cuore, Nessuna libertà di parola. The memories of the erroneous city! Sometimes, the pen runs out Can’t write, red letters appear pale. The white sentence shines bright. Sometimes, blood runs down the chin. And the illusive Purple Heart turns dark. At midnight, the retina grow dark, And the dream slipped away into the hell. We have neared our death in the broad daylight The solitary grave is summoning us incessantly We are trudging alone through an eerie city. Yet, in the city, the owner doesn’t admit the slave And so the son the father, the daughter the mother, The husband the wife, the lover the lover. Ignoring each other, we are approaching The obsessed early grave! Sometimes, I do things arbitrarily Throw my legs to my temple. Today, I am afraid of kissing on my child’s forehead Lest my blood stained lips leave mark on it, And I couldn’t erase the ominous sign of future! If, one day, your alluvium is soaked in blood Would our land be considered a democratic country? I was asleep in the history of dreams Without lying down on a bed, But my sleep, eyes, legs, and arms are disappeared. Won’t you, dear land, grant us The freedom of being turbulent in stormy air? I ricordi della città erronea! A volte, la penna s’esaurisce Non posso scrivere, lettere rosse impallidiscono. La frase bianca brilla scintillante. A volte, sangue scorre giù dal mento. E l’illusorio Cuore Porporino si fa scuro. A mezzanotte, la retina s’oscura, E il sogno se ne scivola all’inferno. Abbiamo sfiorato la morte in pieno giorno La tomba solitaria ci chiama incessante Soli arranchiamo per una città inquietante. Pure, nella città, il padrone non riconosce lo schiavo E così il figlio il padre, la figlia la madre, Il marito la moglie, l’amante l’amante. Mutuamente ignorandoci, c’appressiamo All’assillante morte precoce! A volte, compio atti arbitrari Lancio le mie gambe alle tempie. Oggi, temo baciare la fronte di mio figlio per non Lasciarvi il segno delle mie labbra insanguinate, E cassare l’ominoso segno del futuro non potei! Se, un giorno, il tuo diluvio s’intriderà di sangue Diverrà la nostra terra un paese democratico? Nella storia dei sogni io dormivo Senza giacere a letto, Ma sonno, occhi, gambe e braccia si dileguano. Terra diletta, ci concederai, vero, La libertà d’esser turbolenti nell’aria di tempesta? Jean-Paul Sartre An image form In another image. An animal lives In another animal. Imagery is created In other imagery. A reality exists In another reality. In reality, you are Not present inside you. And In a den, an army of red ant Are asleep with Jean-Paul Sartre. Translated from Bangla by Mehedi Hassan Jean-Paul Sartre Un’immagine si forma In un’altra immagine. Un animale vive In un altro animale. L’imagerie è creata In un’altra imagerie Una realtà esiste In un’altra realtà. Nella realtà, tu non sei Presente dentro di te. E In un covo, un’armata di formiche rosse Sta dormendo con Jean-Paul Sartre. Tradotto da Bangla da Mehedi Hassan Poet’s Profile Shakhawat Tipu, born in 1971, lives in Dhaka. He is a distinguished bilingual poet, editor and critical thinker from Bangladesh. He is also a journalist. The prominent figure of the new Bengali poetic language movement, Tipu established himself as the leading poet in his generation, his poems translated in Spanish, Italian, Serbian and English. He published five Bengali poetry books: Elah Hi Borosha (2002), Jhah Be Ei Bakyo Porokaale Hobe (2004), Shri Chorone Shu (2007), Buddhijibi Dekho Sobe (2009) and Karl Marxer Dhormo (2012) and Noverar Rup (2019), an art critics book on modern Bengali sculptor Novera Ahmed. As an editor, he edited Jatiya Shahittya (2008), a magazine of linguistics and philosophy and Charalnama (2011), a collection of street people’s interviews with a subaltern dictionary. He is the former acting editor literary magazine in Notundhara and former editorial consultant an art magazine Depart. He is the former General Secretary in Bangladesh Progressive Writer’s association. His wife, Gazi Tanzia, is also a renowned Bangladeshi storyteller and novelist. Nota biografica Shakhawat Tipu, nato nel 1971, vive Dhaka. È un illustre poeta bilingue, redattore e critico del Bangladesh. È anche giornalista. Prominente figura del nuovo movimento Bengalese per la lingua poetica, Tipu si è imposto come poeta leader nella sua generazione; i suoi testi poetici sono stati tradotti in spagnolo, italiano, serbo e inglese. Ha pubblicato cinque libri di poesia in bengalese: Elah Hi Borosha (2002), Jhah Be Ei Bakyo Porokaale Hobe (2004), Shri Chorone Shu (2007), Buddhijibi Dekho Sobe (2009), Karl Marxer Dhormo (2012) e Noverar Rup (2019), un libro di critica d’arte sullo scultore bengalese contemporaneo Novera Ahmed. In veste di redattore, ha curato Jatiya Shahittya (2008), rivista di linguistica e filosofia, e Charalnama (2011), una collezione di interviste a gente comune con un dizionario ausiliario. È ex-redattore della rivista letteraria Notundhara ed ex-consulente editoriale della rivista d’arte Depart. È stato Segretario Generale dell’associazione Bangladesh Progressive Writers. Sua moglie, Gazi Tanzia, è anche lei una rinomata scrittrice di racconti e romanzi.