laltroveappuntidipoesia.com
I cent'anni di Lawrence Ferlinghetti, festeggiamenti in USA e in Italia | L'Altrove - L'Altrove - Appunti di poesia
Compie cento anni oggi il poeta Lawrence Ferlinghetti. Mito incontrastato della Beat Generation, Ferlinghetti è stato ed è il simbolo della poesia americana degli ultimi decenni. Per l’occasione ci saranno festeggiamenti sia negli Stati Uniti, che qui in Italia. Per la giornata di oggi il sindaco di San Francisco ha proclamato il “Lawrence Ferlinghetti Day”. Spettacoli, conferenze, mostre si terranno nella città californiana per celebrare il grande poeta. Invece, all‘Istituto Italiano di Cultura di San Francisco sarà inaugurata la mostra “Lawrence d’Italia”, che esporrà le fotografie scattate durante i viaggi italiani compiuti dal “poeta laureato” nello scorso decennio. Nella stazione ferroviaria di Grottammare, sarà posta una targa commemorativa in ricordo della poesia che Ferlinghetti scrisse proprio per la città marchigiana. All’Antico Caffè San Marco, a Trieste, verrà proiettato il documentario Caffè Trieste di Lorenzo Acquaviva, successivamente verrà dato spazio a chiunque voglia omaggiare il poeta. Anche la città di Fagnano festeggerà Ferlinghetti all’interno della manifestazione “Verseggiando sotto gli astri di Fagnano”. E per il Poetry Vicenza 2019, l’Associazione TheArtsBox, ideatrice e curatrice del festival, ospiterà per l’intera durata della manifestazione la mostra “100 anni di Lawrence Ferlinghetti“. Sarà pubblicato oggi Little Boy, il libro che rappresenta una sorta di testamento morale del poeta. Anche L’Altrove vuole celebrare con voi questa giornata, facendovi leggere una sua poesia: Manifesto populista Poeti, uscite dai vostri studi, aprite le vostre finestre, aprite le vostre porte, siete stati ritirati troppo a lungo nei vostri mondi chiusi. Scendete, scendete Dalle vostre Russian Hills e dalle vostre Telegraph Hills, Dalle vostre Beacon Hills e dalle vostre Chapel Hills, dalle vostre Brooklyn Heights e dai Montparnasse, giù dalle vostre basse colline e dalle montagne, fuori dalle vostre tende e dai vostri palazzi. Gli alberi stanno ancora cadendo E non andremo più nei boschi. Non è il momento ora di sedersi tra loro quando l’uomo incendia la propria casa per arrostire il maiale. Non si canta più Hare Krishna mentre Roma brucia. San Francisco sta bruciando La Mosca di Majakowskij sta bruciando I combustibili fossili della vita. La notte & il cavallo si avvicinano Mangiando luce, calore & forza E le nuvole hanno i calzoni. Non è il momento ora di nascondersi per l’artista Sopra, oltre, dietro le scene, indifferente, tagliandosi le unghie, purificandosi fuori dall’esistenza. Non è il momento ora per i nostri piccoli giochi letterari Non è il momento ora per le nostre paranoie & ipocondrie, non è il momento ora per la paura & il disgusto, è il momento solo per la luce e per l’amore. Abbiamo visto le migliori menti della nostra generazione Distrutte dalla noia ai reading di poesia. La poesia non è una società segreta, né un tempio. Le parole & i canti segreti non servono più. L’ora di emettere l’OM è passata, viene l’ora di cantare un lamento funebre, un momento per cantare un lamento funebre & per gioire sulla fine in arrivo della civiltà industriale che è nociva per la terra & per l’Uomo. Il momento ora di esporsi nella completa posizione del loto con gli occhi bene aperti, il momento ora di aprire le nostre bocche in un nuovo discorso aperto, il momento ora di comunicare con tutti gli esseri coscienti, tutti voi, “Poeti delle Città” appesi nei musei, includendo me stesso, tutti voi poeti del poeta che scrive la poesia sulla poesia tutti voi poeti di poesia da laboratorio nel cuore giungla d’America tutti voi addomesticati Ezra Pound tutti voi poeti pazzi, sballati, malconci, tutti voi poeti della Poesia Concreta pre-compressa, tutti voi poeti cunnilingui, tutti voi poeti da gabinetto a pagamento che vi lamentate con graffiti, tutti voi ritmatori da metropolitana che non ritornate mai sulle betulle, tutti voi padroni delle segherie haiku nelle Siberie d’America, tutti voi non realisti senza occhi, tutti voi supersurrealisti autonascosti, tutti voi visionari da camera da letto, ed agitprop da gabinetto, tutti voi poeti alla GrouchoMarxista e Compagni di ozio di classe che restano inattivi tutto il giorno e che parlano del lavoro di classe del proletariato, tutti voi anarchici Cattolici della poesia, tutti voi Neri Montanari della poesia, tutti voi Bramini di Boston e bucolici di Bolinas, tutti voi baby.sitters della poesia, tutti voi fratelli zen della Poesia, tutti voi amanti suicidi della poesia, tutti voi capelluti professori della poesia, tutti voi critici di poesia che bevete il sangue dei poeti, tutti voi Poliziotti della Poesia- Dove sono i figli di Whitman, dov’è la grande voce che parla ad alta voce con un senso di dolcezza & sublimità, dov’è la nuova grande visione, la grande visione del mondo, l’alta canzone profetica dell’immensa terra e tutto ciò che canta in essa e il nostro rapporto con essa- Poeti, scendete Nelle strade del mondo ancora una volta E aprite le menti & gli occhi Con la vecchia delizia visuale, schiarite la gola e parlate più forte, la poesia è morta, lunga vita alla poesia con occhi terribili e forza di bufalo. Non aspettate la rivoluzione o succederà senza di voi. Smettete di mormorare e parlate ad alta voce con una nuova poesia guidata con una nuova comune-sensuale “comprensione-pubblica” con altri livelli soggettivi con altri livelli sovversivi, un diapason nell’orecchio interno per colpire sotto la superficie. Del vostro dolce Io che ancora cantate Ancora esprimete “la parola en-masse”- Poesia il veicolo comune per il trasporto pubblico verso luoghi più alti di altre ruote che possono portarla. Poesia che ancora cade dai cieli dentro le nostre strade ancora aperte. Loro non hanno ancora alzato barricate, le strade animate ancora con visi, uomini &donne attraenti camminano ancora qui, dovunque ancora attraenti creature, negli occhi di tutti il segreto di tutti qui ancora sepolto, i selvaggi figli di Whitman qui ancora dormono, si svegliano e camminano nell’aria aperta.