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SHEENA, REGINA DELLA GIUNGLA - GIORNALE POP -
In una scena fumettistica in cui le luci della ribalta erano riservate ai maschi, le ragazze avevano dovuto accontentarsi dei ruoli da comprimarie. E allora, una marea di eterne fidanzate o di affettuose mogliettine popolò le strisce e gli albi della “golden age”. La massima aspirazione possibile era quella di rivestire i panni della “dark lady” di turno, cattiva, ma almeno non remissiva. La svolta arriva grazie alla felice intuizione di uno dei padri nobili del fumetto, quel Will Eisner che con il suo The Spirit avrebbe ridefinito il concetto stesso di “nona arte”. Furono, infatti, proprio Will e il suo socio Jerry Iger a progettare un personaggio femminile molto diverso dal solito. Si ricordarono di un romanzo di H. Rider Haggard e della sua “She, dea della Jungla” e ne trassero ispirazione per la loro nuova creazione, sia per il nome che per l’ambientazione esotica. L’esordio di Sheena avvenne in una produzione per l’estero, sul Magazine britannico Wags N. 1, nel 1937. Poi i due autori, grazie alla loro intraprendenza, riuscirono ad arpionare un contratto di distribuzione anche per gli Usa. A pubblicare la nuova eroina sarebbe stata la Fiction House, una casa editrice specializzata nelle riviste pulp che si stava affacciando anche al fumetto. Il debutto americano data settembre 1938, nelle pagine del primo numero di Jumbo Comics. Sheena restò su Jumbo fino al N. 167 (aprile 1953), ma apparve con frequenza anche su Jungle Comics e, dal 1942 al 1952, su una propria testata che durò 18 numeri. Schizzata da Eisner, venne realizzata graficamente da Mort Meskin. I testi erano firmati da W. Morgan Thomas, rutilante pseudonimo sotto il quale si celava sempre Eisner, e i disegni furono affidati ai migliori illustratori della “Good Girl Art”. Si avvicendarono, tra gli altri, Bob Powell, Robert Webb, Matt Baker e Dan Zolnerowich. Sheena catalizzò subito l’attenzione generale: era una splendida ragazza sui 25 anni, dotata di una forza eccezionale e di una fisicità prorompente; i suoi lunghi e fluenti capelli biondi, che incorniciavano due occhi chiari e intensi, le conferivano una grandissima sensualità. Questa sua valenza erotica era saggiamente incrementata dal look che gli artisti (Powell, in particolare) avevano studiato per lei. Sheena, infatti, era coperta da una “classica” pelle di leopardo che lasciava parzialmente scoperti i seni e da un gonnellino che, con l’andar del tempo, diventò sempre più corto. Le origini di Sheena vennero continuamente modificate. Per differenziarla dal prototipo di Tarzan, non era una figlia “diretta” della Jungla. C’era arrivata da bambina accompagnando nelle sue esplorazioni il padre, Caldwell Rivington. Uno stregone del posto, Koba, uccise involontariamente l’esploratore bianco e per espiare la propria “colpa” decise di allevare la bimba come una figlia, educandola al rispetto della natura e portandola a sviluppare un carattere fiero e orgoglioso. Più tardi, i suoi genitori furono “trasformati” in una coppia di missionari deceduti e Koba “divenne” una strega di nome N’bid Ela. Ad affiancare Sheena nelle sue avventure c’era l’insulso fidanzato Bob Reynolds, che però subì delle modifiche caratteriali diventando meno inetto rispetto agli inizi. Anche il nome cambiò, diventando in qualche circostanza Rick Thorne. Sheeba aveva anche una simpatica scimmietta chiamata Chim. Le prime storie erano piuttosto ripetitive e prive di un grande fuoco narrativo: la nostra eroina era costantemente impegnata a difendersi dalle insane voglie di individui malvagi che tentavano di catturarla e di violentarla. Con il restringersi delle maglie della censura, l’elemento erotico divenne più sfumato, mentre l’atletica ragazza si trovava sempre a dover salvare incapaci esploratori o a competere con le altre regine della giungla, inevitabilmente bellissime e letali, che tentavano di rapire il suo Bob. Alla fine, le storie si banalizzarono sempre di più perdendo fascino. Dopo un ultimo disperato tentativo di sfruttare l’onda lunga del cinema 3D, in auge in quel periodo, con una versione tridimensionale del suo personaggio di punta, la Fiction House lasciò il business dei fumetti chiudendo tutte le testate. Tuttavia la vicenda di Sheena era molto lontana dalla conclusione. Le avventure classiche furono ristampate in tempi relativamente recenti negli Usa. Tra le storie che rividero la luce vanno ricordate quelle pubblicate nel 1985 sulla rivista “Jerry Iger ‘s Classic Sheena” N. 1 e la ristampa dell’avventura in 3D, che poteva sfoggiare una nuova meravigliosa copertina del compianto Dave Stevens. Nel 1998, ci provò la London Night con un ardito ed effimero tentativo di remake in cui Sheena veniva spostata dall’Africa al Sud America. L’ultima incarnazione editoriale è quella proposta da una etichetta indipendente di Chicago, la Devil’s Due che produsse nel 2007 una sparuta quantità di storie inedite della sexy paladina della giustizia. La storia di Sheena, però, non si è limitata a una vita di carta confinata tra le pagine di un fumetto. Le potenzialità di questa eroina trasgressiva sono state notate anche da altri media. Fin dagli anni cinquanta approdò in televisione in un serial intitolato, ovviamente, “Sheena, Queen of the Jungle”, che vedeva nei succinti panni della protagonista l’attrice e modella Irish Mc Calla (1928-2002). La serie andò in onda per un biennio, tra il 1955 e il 1956, per un totale di 26 episodi. Nel 1984, il regista John Guillermin le dedicò un film: Sheena, Queen of the Jungle, interpretato dall’ex angelo di Charlie, Tanya Roberts. Nel cuore della jungla africana, ai piedi del monte Gudi Hara nel villaggio di Zukurn, vive la pacifica tribù degli Zambuli. A capo di questa comunità è Sheena, una misteriosa ragazza bianca che ha il potere di farsi capire dagli animali. Si scatena una furiosa lotta tribale per la conquista del trono del re e anche i riluttanti Zambuli devono prendere le armi per salvare Sheena. Il film (del quale esiste una trasposizione a fumetti realizzata dallo scrittore Cary Burkett e dal disegnatore Gray Morrow) è fiacco, sospeso in un limbo tra l’avventura e l’erotismo spicciolo. Per la Roberts, che pure si “concede” generosamente, sarà l’inizio di un declino inarrestabile. Una quindicina di anni dopo ci riprova la televisione, affidando il microbikini leopardato di Sheena all’ex bagnina di Baywatch, Gena Lee Nolin. Trentacinque puntate tra il 1999 e il 2002 e un nuovo particolare potere che permette alla ragazza di trasformarsi in una sorta di terribile fiera, invincibile e inarrestabile: Darak’na. Da allora, il silenzio, interrotto ogni tanto dai “rumours” di una nuova trasposizione cinematografica. Probabilmente, Sheena non è uno dei personaggi più amati della storia del fumetto. La sua è stata una nascita programmata, un tentativo a tavolino, di sfruttare la sua femminilità. È figlia di un compromesso tra grazia e bellezza e forza bruta e truculenza, un bersaglio facile per i benpensanti che la accusarono per la sua nudità ma che forse le rimproveravano la sua libertà. Oggi non ci sono magliette con la sua immagine, ma da qualche parte ha saputo ritagliarsi un piccolo spazio in quella volta magica in cui si agitano e si rincorrono le nuvole parlanti….