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IL FUMETTISTA ITALIANO PIÙ FAMOSO D'AMERICA - GIORNALE POP -
Con Alberto Giolitti ho avuto a che fare alla fine degli anni ottanta. Scrivevo Ronny Balboa per la Play Press di Roma, e dal suo studio provenivano i disegnatori della serie. Una volta mi contestò la presenza della metropolitana a San Francisco, o a Los Angeles, in una storia di Ronny: lui, che diversamente di me in California c’era stato, non l’aveva mai vista. In seguito mi propose di scrivere una serie dedicata a un giocattolo per un settimanale inglese, ma rifiutai. Nato a Roma nel 1923, Alberto Giolitti inizia a disegnare a 14 anni, nel 1937, per il mitico settimanale “Il Vittorioso”, senza il quale non avremmo avuto giganti come Jacovitti e Gianni De Luca. Negli anni cinquanta si trasferisce in America, dove disegna per la Dell. Nel decennio successivo torna in Italia e apre uno studio di disegnatori che lavoreranno per diversi paesi europei e gli Stati Uniti. Ancora negli anni sessanta Giolitti collabora con gli americani, per la Gold Key-Western, casa editrice nata da una costola della Dell. Disegna Turok e la versione a fumetti di Star Trek, poi pubblicati parzialmente in Italia dai Fratelli Spada all’inizio dei settanta. Nel suo studio, tra gli altri, si forma Giovanni Ticci, nato a Siena nel 1940, destinato a diventare un grande disegnatore di Tex. Questo è il periodo migliore di Giolitti, perché il suo stile, pur essendo fotografico, è molto dinamico. In America è ancora ricordato e apprezzato dai critici, che ignorano tutti gli altri autori mainstream italiani. Negli anni ottanta inizia il declino dell’autore romano: il segno si appesantisce e le sue figure perdono slancio, diventando come di pietra. Siamo nel suo periodo finale, quello di Tex, dove raggiunge l’ex allievo Ticci. Alberto Giolitti viene a mancare nel 1993, a 69 anni. Da bambino lessi la versione a fumetti del film di King Kong del 1933, pubblicata in Italia nel 1970 dalle Edizioni Intereuropa. Scritta da Gary Poole, la storia è disegnata da Giovanni Ticci e inchiostrata da Alberto Giolitti. Lo stile che emerge è quello del solo Giolitti, perché all’epoca Ticci era ancora molto fedele al maesto. Curiosamente, King Kong era un albo stampato su ottima carta in… Polonia! Un Paese, all’epoca, nell’orbita dell’Unione Sovietica, mentre in origine il fumetto era stato pubblicato in America dalla Gold Key-Western, nel 1968. Questo King Kong mi piacque moltissimo, e dato che è piuttosto breve lo presento per intero qui di seguito, per farvi ammirare l’opera di Alberto Giolitti al massimo del suo fulgore (pur incastonata su quella di Giovanni Ticci, disegnatore certo più dotato di lui).