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Tipi da giochi in scatola — Board-Games.it Giocare Insieme
Il weekend scorso mentre ero in sede (dell’Associazione di cui faccio parte), mi sono guardato attorno e mi sono reso conto che ci sono alcune caratteristiche dei giocatori che li accomunano, così ho pensato di fare un breve compendio dei più comuni tipi da giochi in scatola, eccoli: il Calcolatore Questo è il tipo di giocatore da tavolo più diffuso nell’ambiente, lo si riconosce dal fatto che all’inizio della partita è solitamente silenzioso, scruta il tabellone mentre centinaia di pensieri gli attraversano la mente. Quando poi alla fine del breve stato di mutismo rinviene, ha programmato la micidiale strategia da mettere in atto dal primo all’ultimo turno, ha valutato tutte le variabili ed è pronto ad adattarsi a ciascuna di essa. Durante la partita esegue il suo turno con velocità ed eleganza, odia i tempi morti, sta seduto sulla sedia come se scottasse, in trepidazione per eseguire l’azione successiva. il Precisino Il giocatore di questa categoria è abbastanza difficile da stanare, perché si muove quando gli altri non sono attenti, con repentini movimenti del braccio che sferzano nell’aria per andare a colpire compulsivamente ogni piccola componente fuori posto. rimettendola ordinatamente nella sua sede. La sua plancia giocatore è solitamente al limite della psicosi, dadi, meeple, monete sono ordinatamente posizionate davanti a lui e vengono rimescolate e riordinata ad ogni perdita o acquisizione affinché siamo divisi in file di pari lunghezza. Il precisino è solitamente anche quello che durante la partita ha quasi sempre in mano il regolamento per controllare che tutti rispettino le regole e, se così non accade, se ne esce con frasi che iniziano circa così: ”Però qui dice…” oppure “Attenzione! Cito dal regolamento…” facendo volteggiare il dito indice a mezz’aria. l’Impiccione Distinguere questa tipologia di giocatore dal calcolatore è difficile, ma non impossibile. La base è la stessa: capacità strategiche, pianificazione, smania per l’arrivo del proprio turno. Ma c’è di più. L’impiccione si distingue per una caratteristica ben precisa, egli vorrebbe giocare la partita di tutti; non si accontenta di portare avanti la sua baracca, lui da consigli agli altri, spesso con veemenza, e a volte addirittura un voto al livello della mossa che hai appena svolto, oppure ancora riesce a fare una classifica di tutte le possibili mosse che avresti potuto svolgere in quel turno, sulla base dell’efficacia, e con sprezzo e sufficienza ti comunica che hai scelto quella al 3°, 4° posto… se ti va bene! Questo se parliamo di giochi competitivi, perché l’impiccione riesce, invece, a trasformare i cooperativi in solitari, che diventano lunghi monologhi in cui come un esperto marionettista decide, senza possibilità di confronto, le sorti di tutti i giocatori. il Distratto Questo è semplice, il distratto è quello che mentre si sta giocando, chiacchiera con qualcuno al tavolo vicino, twitta qualche cattiveria contro i politici, invia immagini di dubbio gusto sulla chat di gruppo del lavoro… insomma si fa i ca**i suoi, e poi quando arriva il suo turno cade dal pero, molto comune in questi esemplari l’esclamazione “ Ah! Ma sta già a me?!”. Al tavolo tutti lo odiano. Solitamente non vince, ma se succede si meraviglia quasi più di tutti gli altri. il Social Questa è una nuova specie di giocatore da tavolo, che si è evoluta dal Distratto in tempi recenti. Durante il suo turno scatta foto, fa boomerang, e video, che poi edita, ritocca e pubblica su Instagram e Facebook per tutta la durata dei turni degli altri giocatori. Per poi ricominciare da capo al turno successivo. In alcuni casi può essere anche egocentrico e vanesio, per cui correda il tutto con selfie e foto a tutto il tavolo. il “Non ho una strategia” Lui non ha capito il gioco, e se l’ha capito, non ricorda tutte le regole, e se le ricorda, non ha c’ha proprio voglia di pensarci troppo. Lo dice il nome stesso, non ha una strategia, ma tira avanti brancolando nel più totale buio. Il bello è che fa più male agli altri che a se stesso, il che potrebbe essere anche un bene per lui, ma ne è beatamente inconsapevole. Si riconosce perché fa mosse totalmente slegate tra loro, o ne fa una insensata quando è chiaro a tutti che quella che doveva fare era un’altra. Se non state partecipando al tavolo, potete individuarlo osservando gli sguardi accigliati degli altri durante il suo turno, come a dire “Ma che caz…”. Attenzione non prendetelo sotto gamba, per la legge dei grandi numeri a volte vince e per gli altri la mestizia è altissima. il Piagnone Avete intavolato il gioco, sistemato le componenti e fatto giusto i primi 2,3 giri di riscaldamento. Tutti sono in fibrillazione alla ricerca di una buona strada da seguire o di una buona combo (cioè una combinazione di mosse vincenti che fatte insieme moltiplicano i propri benefici), ma lui è già scuro in volto, sembra che gli sia morto il gatto, sbuffa e bofonchia mezze parole tra sé e sé, fino ad esplodere in un “Io ho già perso!”; accusa tutti di essersi accaniti contro di lui, che la sorte è stata malevola, che la sua partita è rovinata… Per 3/4 di partita ti sfracella le scatole, fino a quando ti accorgi che sta vincendo, e la sua chiusa è “me la sono vista brutta, ma sono stato bravo a recuperare”. Con lui di solito non si gioca più per qualche mese. l’Unticcio “Prima di cominciare vado a prendere le un pacchetto di patatine” e torna con una betoniera firmata San Carlo. Per tutto il tempo continua a masticare in continuazione, cosparge la plancia di briciole, ma soprattutto (ATTENZIONE!! Si consiglia di non proseguire ai deboli di cuore) unge con le sue avide dita, ogni cosa che tocca. Chiaramente se al tavolo si trova un Precisino e se addirittura il Precisino è il proprietario del gioco, la serata non può che finire male. il Beone A differenza dall’Unticcio, l’esemplare di Beone non può cominciare la partita senza una fidata birra al suo fianco. Comincia la partita con apparente tranquillità, può ritrovarsi anche ad essere in testa, ma alla terza bottiglia qualcosa inizia ad andare storto. Si arriva ad estremi in cui non si ricorda più qual’è il colore delle sue pedine. Biascica discorsi su quello che avrebbe dovuto fare uno o l’altro. La curva della sua prestazione ha un rapido tracollo, alla fine se non si è addormentato con la testa sul tavolo, saluta gli altri dall’ultima posizione, ma è allegro lo stesso! il Modesto Il modesto è il tipico giocatore, un po’ timido, che arriva al tavolo affermando di aver giocato solo una volta tanto tempo fa e che non ricorda bene le regole. Durante lo spiegane di ripasso fa qualche domanda che ti insospettisce per la precisione e la profondità delle argomentazioni. Inizi a farti qualche domanda quando mette a segno un paio di turni in stecca da giocatore esperto e al tavolo serpeggia incredulità e stupore. Alla fine vince la partita staccando il secondo di 100 punti, ma rassicura tutti che è stato solo un colpo di fortuna. il Giocatore di ruolo bidonato Concludo con una specie protetta, che si trova solo in rare occasioni in Associazioni e Eventi, al tavolo è un pesce fuor d’acqua, si guarda in giro con smarrimento e maledice il suo gruppo per averlo abbandonato. Il giocatore di ruolo bidonato è uno spirito sensibile, che si lascia prendere dall’ambientazione del gioco più che dalla sfida, capita che durante una partita a Puerto Rico descriva la vita nelle piantagioni di cotone o le tristi canzoni degli schiavi sulle navi, senza un reale motivo. Vincere o perdere non gli importa, l’importante è l’avventura. Parto io? Mi autodenuncio! Sono decisamente un Precisino, un Social e un po’ un Modesto. E voi? Fatemelo sapere sulla mia pagina Facebook: Il Giocatore da Tavolo sfortunato in Amore. Correlati