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Obama e la sfida dei trasporti | OggiScienza
AMBIENTE - “Risponderemo alla minaccia del cambiamento climatico, sapendo che un fallimento significherebbe tradire i nostri figli e le generazioni future”. Sono passati quasi due mesi da quando Obama ha pronunciato queste parole, era il discorso per la rielezione alla Casa Bianca. Il secondo mandato potrebbe essere finalmente favorevole al presidente americano per far partire la tanto attesa green revolution anche se è proprio di questi giorni la richiesta di dimissioni del suo segretario per l'energia, Steve Chu. In ogni caso, non dovendo più competere per un’altra elezione, Obama potrebbe non tenere più conto dei finanziamenti e dei voti delle lobby contrarie alla causa ambientalista e potrebbe essere più libero di prendere decisioni strategiche, affiancando così l’Europa nella lotta globale ai cambiamenti climatici. La frase "the best is yet to come" (Il meglio deve ancora venire) fa ben sperare ma a questo punto serve davvero una rivoluzione politica e culturale per fare degli Stati Uniti una nazione attenta alla salvaguardia dell’ambiente e che, secondo il primo cittadino americano, dovrebbe addirittura guidare a livello mondiale la lotta al climate change.