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Lui, a dire il vero, non sapeva leggerlo, il russo.
Una volta Puškin ha scritto una lettera a Rabindranath Tagore. «Caro amico lontano», gli ha scritto, «io non La conosco, e Lei non mi conosce. Sarebbe bello conoscerci. Stia bene. Saša.» Quando è a…