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I dolori della nascente sinistra | Raffaele Viglianti
Io non so se esista realmente una sorta di maledizione, un demone meschino che induce quasi ad ogni pie' sospinto quel mondo indistinto, eppur distinguibilissimo, che va sotto il nome di "sinistra" a farsi del male da sola ogniqualvolta sembra prefigurarsi la possibilità di costruire qualcosa di utile per un pezzo di Paese. O se, tolto il demone, resti solo la meschinità degli uomini, dei singoli, le loro ambizioni. La loro capa, insomma. Nella dicotomia partiti-di-sinistra Vs civismo vedo, per ora, solo una ulteriore occasione persa. Non voglio attribuire, nelle vicende di queste ore, colpe, responsabilità, retropensieri, patenti di alcunché a chicchessia. Prendo atto, con estrema amarezza, della situazione. Probabilmente ciò a cui assistiamo avviene anche perché, come ha osservato Andrea Ranieri, il periodo immediatamente prossimo allo svolgimento di elezioni politiche non è il migliore per "costruire la sinistra". Vedo però degli elementi di criticità nel percorso che Sinistra