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Concetta Iolanda Candido | Raffaele Viglianti
Prima di tutto mi sento di ringraziare mille e mille volte Gad Lerner. Con il suo libro ha tenuto in vita la storia di Concetta Iolanda Candido, storia che, altrimenti, sarebbe durata il tempo di un flash al TG di mezza sera, di un trafiletto in cronaca. Concetta Iolanda Candido, appunto. Operaia. Un giorno, esasperata, entra in una sede INPS di Torino e si da' fuoco. Non voleva morire, Concetta. No (anche se ancora oggi percorre una strada difficile di riabilitazione fisica e morale, dopo aver rischiato la vita per mesi). Voleva essere, il suo, un gesto estremo di protesta di tutti quelli che avevano deluso le sue aspettative, dai datori di lavoro, alle istituzioni. Si sentiva presa in giro, Concetta, lei che con infinita dignità e riservatezza aveva deciso di tenere nascosta anche alla famiglia la sua difficile situazione economica a seguito del licenziamento avvenuto qualche mese prima. Così, quando per un intoppo burocratico si è vista accreditare sul suo conto una cifra