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Chiedere scusa (le parole non dette) | Raffaele Viglianti
"Chiedo scusa. Chiedo scusa ai giovani che sono costretti a lasciare il nostro Paese anche se hanno studiato, se sono creativi, se hanno desiderio di mettersi in gioco perché li abbiamo considerati choosy, o bamboccioni, Chiedo scusa ai ricercatori universitari, a chi aspira ad una carriera accademica, costretto ad aspettare il proprio turno portando borse al barone di turno. Chiedo scusa agli insegnanti perché non li abbiamo messi in condizione di dare il meglio di sé, perché abbiamo svilito il loro lavoro, la loro autorevolezza. E agli studenti, perché abbiamo fatto assaggiare loro, con lo sfruttamento dell'alternanza scuola-lavoro, quello che aspetta loro nel mondo del lavoro. E alle loro famiglie, costrette a comprare la carta igienica, mentre le scuole cadono sulle teste dei loro figli. Chiedo scusa agli operai, perché abbiamo consentito che i loro diritti venissero sacrificati con il ricatto occupazionale, mentre i loro padroni delocalizzavano, o trasferivano le sedi fiscali