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DAGGER: CAPITOLO 3.2 | | NIMTARA
Si svegliò rabbrividendo. Aprì gli occhi, e le ci volle qualche secondo per rendersi conto di dov'era e del perché aveva così freddo. Fece un attimo di mente locale guardandosi attorno: era in una stanzetta dalle pareti di legno, stretta e buia, e non si era svegliata su di un letto. Ecco il perché di tutto quel freddo: era immersa in una vasca piena d'acqua che, se qualche ora prima era stata fumante, ora con il gelo pungente di quel febbraio e gli spifferi delle pareti era decisamente ghiacciata. E non era sola in quella vasca. Allan dormiva beatamente, immerso in quell'acqua gelida e sembrava in pace con se stesso, la testa abbandonata su un lato e le braccia poggiate sul bordo della tinozza. Dannazione! Fa un freddo del diavolo. Si mosse lentamente per non svegliarlo, almeno fintanto che era nuda. Perché mi faccio tanti problemi, poi? Insomma, noi… hehe Un ghigno le si aprì sul volto, condito da un'alzata di sopracciglia maliziosa. Uscì dall'acqua e si asciugò con il telo che