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Ricordando Danilo |
Roma, 4 settembre 2018 - Avevamo entrambi 17 anni un giorno di autunno del 1953 quando Danilo Zolo, appena arrivato a Firenze dal Friuli, entro' accompagnato dal preside nella mia classe, la terza B del liceo classico Dante, per sedersi nel posto libero accanto al mio. Avvio casuale di una grande, profonda amicizia, interrotta solo dal mio trasferimento alla Rai di Roma, nell'ottobre del 1965. Dodici anni per me - forse anche per lui - i più significativi per la formazione e le scelte avvenire. Fu lui a consigliarmi, nell'estate del 1956, la lettura di un libro destinato ad imprimere una svolta al nostro orientamento di "cattolici del dissenso", "Rivoluzione personalista e comunitaria" di Emmanuel Mounier, direttore di Esprit. "una lezione ad ogni riga - mi scrisse raccomandandomene la lettura - è un libro così denso di sostanza culturale e umana che oso definirlo come il migliore libro che abbia mai letto". Un'amicizia cementata dalla frequentazione di grandi maestri che avemmo in