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Il caso Torrisi e la maggioranza |
Roma, 6 aprile 2017 - Ora che non è più ufficialmente segretario del Pd o che tale finge di non essere, Matteo Renzi ha ripreso a svolgere con il premier Gentiloni lo stesso ruolo che aveva con Letta prima di dargli il benservito con il famoso tweet #enricostaisereno. Se fosse solo per sfidare e incalzare il governo con la linea politica del partito ci sarebbe da rallegrarsene. Così infatti vorrebbe quella giusta separazione dei ruoli tra incarichi associativi e cariche istituzionali proposta qualche anno fa da Fabrizio Barca e a quanto pare condivisa oggi anche dagli altri due candidati alla segreteria, Orlando ed Emiliano. Invece, come tre anni fa, l'ex segretario premier agisce ancora "pro domo sua", sempre deciso a spendere le centinaia di migliaia di voti ottenuti alle primarie del Pd per aggiudicarsi, con una legge elettorale favorevole e il controllo delle candidature, la chiamata al Quirinale per il governo della nuova legislatura. Purtroppo per l'ex segretario, la bocciatura