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Dal «che fare?» al «sì, ma per fare che cosa?» |
Le domande che Pippo Civati, segretario di Possibile, pone ai progressisti, a cominciare dalla sinistra del Pd dopo la direzione. Quanto alla sua conclusione, "proviamo a fare dell'altro e a fare di meglio", come e con chi, mi piacerebbe che fosse più esplicito (nandocan) ***di Giuseppe Civati, 14 febbraio 2017* - Dopo la direzione del Pd, che ha dato il via al proprio congresso, sorge spontanea una domanda, da rivolgere a tutti coloro che si ritengono di sinistra in questo paese o almeno generalmente progressisti. Davvero pensiamo che tutto questo serva a cambiare? Che a prescindere dal Congresso ci si possa davvero confrontare con ciò che è successo in questi ultimi anni, con il voto pressoché unanime di tutto il partito, senza alcuna discussione (non dico rivolta, dico discussione) nella base? Che si possa mediare ancora? Con chi? Con Minniti sull'immigrazione? Con Boschi sulle riforme? Con Renzi stesso sull'impianto generale? Con chi ha fatto politiche ambientali come quelle dello