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Calcio e insulti: poche regole, tanta ipocrisia. E cresce il razzismo |
Il calciatore o il tifoso allo stadio come l'automobilista alla guida. Chissà perché vi sono situazioni in cui è più facilmente mostrato e tollerato un comportamento incivile. Un anno fa fu il caso Tavecchio a fare scalpore, oggi è la volta delle frasi omofobe e razziste di Sarri e De Rossi. Ma il problema prima che di assenza di regole è culturale. Nel sito del redattore sociale le osservazioni acute e le proposte di Mauro Valeri, responsabile dell'Osservatorio sul razzismo nel calcio: "C'è una doppia morale quando si parla di calcio: si è prima tifosi e poi antirazzisti. E a farne le spese sono i più giovani" (nandocan) ***dal redattore sociale, 27 gennaio 2016 – Un anno fa furono le frasi di Carlo Tavecchio, presidente della Figc, sui giocatori africani "mangia banane" a sollevare il caso degli insulti razzisti nel calcio. In questi giorni il dibattito si è riacceso dopo le parole omofobe ("frocio", "finocchio") rivolte dall'allenatore del Napoli Maurizio Sarri al collega dell'Inter