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MEL GIBSON: LA GUERRA E DIO | webnetworknews
La battaglia di Hackaw Ridge In una piatta Hollywood degli anni 2000 dalle vibranti commedie che sembrano forgiate sulle favole tabellari, neppure accattivanti per i bambini, sicuramente il film La battaglia di Hacksaw Ridge del sempre più profondo Mel Gibson appare come un evento quasi inaccessibile ed, in una Italia ormai mortificata e mortificante, i critici scettici e di maniera si pavoneggiano con le note stroncature che colpirono quasi tutti i films di Tornatore alle loro anteprime veneziane. Per questo sento il bisogno, quasi una necessità esistenziale di scrivere su questo enorme letterario film di Gibson che, al contrario della definizione data dagli intellettuali normo-tipo che lo hanno definito un kolossal privo di anima, nel quale il regista si compiacerebbe di metter in mostra gambe mozzate e viscere umane, sapientemente miscelate con un montaggio ad effetto, appare dal suo incipit un film intimista e silente che ha una suo sussurro di candida e stupefacente bellezza,