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Intervista telefonica con Mark Stewart dei The Pop Group | Lost In Groove
Succede che di prima mattina fai cose molto poco rock come ricaricare skype, accertarti mille volte che il recorder funzioni, accorgersi che se usi le cuffie il microfono non va e quindi smadonnare, rivedere che skype si aggiorna da solo e riavvierà il sistema e poi quando corri a chiamare trovi la segreteria telefonica. E poi la ritrovi. Preghi fortissimo e poi quando finalmente squilla e una giovanilissima voce ti risponde è come quella pubblicità del chewing gum che lo masticavi e passava una moltitudine di pinguini ti prendeva a sberle. Fino a tanto che tu balbetti quando ti si dice che il tuo inglese è davvero molto buono. Il giovane -dentro tantissimo- dall'altro capo è Mark Stewart. Che come dicevo con lui si invecchia... ma il punk quello vero e non quello fatto per vezzo stilistico non lo fa mai. Mark ci parla di come è stato tornare live (Parliamo anche di Le Guess who 2015, di quanto sia fico il festival e di come sia stato tornare a suonare insieme), di come è stato