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Forget me. Forget the colour of my eyes and the feel of my skin. The way my hair looks in the sunlight. The way I cough and choke a bit when I laugh, like a smoker who has had one too many cigarettes. Forget the sound of my voice. Forget how shy I get when meeting new people, and my reluctance for trying new things, in fear that I will make a fool of myself. Please just forget me. Let the memories of me fade out like a dated photograph. Let my image crumble and deteriorate into nothing. Please just forget me, for it will make this easier on me.
J. S. Arntzen (via wnq-writers)
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Source: wnq-writers
Era questa la cosa strana: non me ne fregava niente ma tutto mi feriva a morte.
Alessandro Barrico. (via sorrisidisperati)
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coral
we will love.
no punchline.
no fancy statements.
no perfect structures.
we will love.
Beau Sia, excerpt from “Reverse Engineering” (via feellng)
Source: vxtacy
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hipster-and-thoughts
Source: boy-so-pale
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Ho costruito la fortezza del mio carattere con tutti i mattoni che mi avete tirato addosso.
Welcome-tonirvana (via welcome-tonirvana)
Source: welcome-tonirvana
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“Tu non lo sai come ci si sente ad essere l’urlo che nessuno sente.“ cit.
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Che pena.
Sperare, intendo.
È la pena di chi non sa rinunciare.
Italo Calvino (via saailfar)
Source: anormalguywithabnormalmind
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Ti lasci toccare solo da chi ha l'anima più in fiamme della tua.
Gli permetti anche di toccarti il cuore.
Gli permetti tutto.
Source: anormalguywithabnormalmind
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queldisperatovuotodentrome-deac
Ero meschina, ma temevo che lui potesse sostituirmi, che potesse conoscere qualcuno migliore di me, qualcuno che me lo avrebbe portato via. Una ragazza, forse.
Odiavo l’idea di doverlo dividere con qualcun altro. Ma questo non potevo dirglielo.
Non potevo fare altro che mentire.
Il rumore dei tuoi passi, Valentina D'Urbano (via queldisperatovuotodentrome)
Eh vabbè
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I’m tired of having this heart
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Ho iniziato a non zuccherare il caffè, a camminare con le cuffiette e la musica spenta, a entrare nei locali e nei posti, guardarmi intorno, ed uscire.
Ho iniziato a dormire dal lato sbagliato, a svegliarmi con il letto sfatto, i capelli arruffati, come se nel sonno avessi fatto la lotta contro i miei mostri.
Ho iniziato a intrappolarmi nei rami, a essere così distratta da finire nelle pozzanghere, da travolgere bambini.
“Mi scusi” - “Non é nulla.”
Ho finito per dimenticarmi dove stavo andando, ho finito per chiedermi perché stavo facendo qualcosa, sono arrivata a chiedermi chi ero e cosa stavo diventando.
“Forse dovrei cambiare qualcosa.”
Ma non erano i maglioncini di cashmere, nè le strade che imboccavo, nè i libri che leggevo, nè i film che guardavo.
Il cambiamento non poteva derivare da lì, ma allora da dove, come, cosa cambi quando stenti a riconoscerti e i pensieri che ti infili, i discorsi che crei ti stanno stretti?
Dove puoi guardare, dove chiedi aiuto soprattutto, se davanti a te vedi solo un deserto infinito di sguardi, voci che parlano, parlano, parlano, ma non dicono mai nulla.
(via nonsapevoandarmene)



