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~ volendo cambiare ~

@volendocambiare

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“E alla fine, siamo solo umani, ubriachi dell’idea che l’amore, solo l’amore, possa guarire il nostro tormento”. - Francis Scott Fitzgerald.

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Non lo so cosa provo, davvero, lo giuro. Non ci capisco niente. E’ che la sera io sento di amarti, di amarti forte, di aver bisogno di vivere tra le tue braccia per un tempo che oscilla tra il per sempre e l’eternità. E poi, invece, ci sono dei momenti in cui ti odio, perché io ho così bisogno di te e tu non ci sei, non puoi esserci, e dato che nessuno mi sa spiegare il perché, allora odio te perché amarti è così facile, e odio me, perché dovrei imparare a dimenticarti. Se mi chiedessero di dirti cosa provo per te, penso che prenderei un foglio di carta e sopra scriverei “sono innamorato perso”, poi gli darei fuoco, poi cercherei di spegnere le fiamme, poi lascerei perdere, poi me ne pentirei. Capisci? Io no. Io non so più cosa pensare, perché ci sono dei momenti in cui prego di poterti dimenticare all’istante, altri in cui vorrei poterti ricordare per sempre. A volte mi capita di sognarti, e di svegliarmi con le guance umide di lacrime, e l’unica cosa che mi viene da pensare è che non è giusto, non è giusto, perché con te volevo volare, vedere Parigi, piangere dal ridere, fare l’amore sulla spiaggia, giocare, scherzare, litigare, fare pace, fare pace, fare l’amore, amare, essere amato, e invece no, perché io ti amo e tu, tu non ci sei.

Francesco Roversi (via toutcequirest)

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(via -lecosechenontidico)

E continui a fissare quest’omino e ti chiedi perché continua a provarci se poi cade, perché non si arrende? Poi lo guardi ancora un po’ e la risposta è facile: lui non è il tipo che si arrende, lui è forte, cade e si rialza, corre e se ne frega se poi ricade.

Dovremmo assomigliare un po’ di più a lui e non dare tempo neanche al cervello di elaborare la delusione della caduta, si riparte e basta.