Eccolì, I brividi che volevi sentire, È tempo di sognare, di giocare con la realtà, Lasciarsela sfuggire, E poi Far finta di detestarla, Ridere un po' sotto la pelle, Sentirsi belle quando c'è il sole, Ascoltare i passi Di un'ora che va via: Tieni, prendilo per mano È un pomeriggio di luglio, Ogni minuto la voglia d'urlare, Di ridere e poi piangere, T'innamori d'ogni sospiro, Ti confondi fra i tuoi passi, Non sei mai stata così libera In una stanza: Tu, la musica, lo specchio, e qualcuno nella testa. La sensazione che la scuola sia lontana. Amare, ricordarsi di tutti Per poi Dimenticarli, lasciarli trasparenti. Anche le nuvole aspettano la sera, La vestono per te, Mai bella quanto te. È intanto il tempo s'allontana un cuore sul diario una cornetta alzata, La voce d'una amica, Qualche risata e gli occhi un po' già brillano. Dal cielo distratto Prende il volo un tuo pensiero, Puoi andare lontano, Un po' torni bambina, Ritrovi la strada dell'altrove... un libro aperto, ti assomiglia, Quest'attesa finalmente sta finendo, Più tremi, t'abbandoni. Lui forse ti bacerà.. I pomeriggi dal sapore di verità. Ma guardati, sei tu, quella di sempre e quella che non sei mai stata. Non t'accorgi che stai vivendo, Si, stai vivendo. Guardati allo specchio e sciogliti i capelli, che sei felice.
"…e non sai quanta bellezza sta negli occhi disperati stropicciati come te. Ci sono anch’io in questo concerto di spine e di perle tu ridi per quando hai tenuto la faccia composta davanti alle sberle.”
G. (via leguerrieredellanotte)
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Emily does not need this from you, Ezra.
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